Il legislativo non può non trasferire il potere di far leggi in altre mani, perchè, dal momento che non è che un potere delegato dal popolo, coloro che l’hanno non possono passarlo ad altri. Soltanto il popolo può fissare la forma della società politica, e lo fa col costituire il legislativo e designare in che mani dev’essere. E se il popolo ha detto: noi vogliamo sottometterci a norme ed esser governati secondo leggi stabilite dalle tali persone e nelle tali forme, non si può dire che debbano essere altri a far leggi per loro, né può il popolo esser tenuto a leggi diverse che a quelle che sono state promulgate da coloro ch’esso ha eletto e autorizzato a far legge per lui
J. Locke, Secondo trattato sul governo

// Una proposta per l’Università //

Quest’oggi sul Sole 24 Ore ho avuto modo di leggere (con molto piacere) una proposta di riforma per una sorta di autofinanziamento dell’università. La proposta in oggetto — formulata da Andrea Ichino (Università di Bologna) e da Daniele Terlizzese (Einaudi Institute for Economic and Finance) — verte  sull’erogazione di prestiti agli studenti, per consentire a quelli meno abbienti di pagarsi gli studi.

Ma in cosa consiste praticamente questa proposta? Lo schema ideato da Ichino e Terlizzese «prevede di offrire ai giovani più promettenti», che abbiano conseguito alla maturità un punteggio minimo di 90 e che abbiano avuto nel triennio una media di 7.5, «un prestito di 15mila euro per coprire i costi di sostentamento e le tasse dei cinque anni di una laurea magistrale, da restituire (con un interesse del 2% reale) mediante un prelievo del 10% sulla parte del loro reddito futuro che superi i 15mila euro lordi all’anno». 

Esempio: Lo studente Mario Rossi vuole iscriversi a Giurisprudenza e ha tutti i requisiti minimi per richiedere questo prestito. Ottiene così ogni anno 15.000 euro in prestito, e a questa somma verranno applicati interessi al 2% reale. Alla fine dei 5 anni di laurea Mario Rossi avrà ricevuto un totale di 75.000 euro. Applicando il 2% di interessi ad ogni anno, il prestito capitalizzato dopo i 5 anni sarà quindi di 79.622 euro. Mario Rossi restituirà il prestito con un prelievo fiscale del 10% sul suo reddito, ma solo nel caso in cui sia superiore a 15.000 euro: praticamente, solo se gli anni di studio gli hanno restituito qualcosa che gli garantisca un reddito medio. Se Mario Rossi subito dopo la laurea avrà un reddito di 20.000 euro, ogni hanno il prelievo destinato al rimborso del prestito sarà di 2.000 euro e dunque finirà di rimborsare il prestito in  poco meno di 40 anni, che è la vita media potenzialmente utile per il rimborso. È chiaro che Mario per finire prima di rimborsare il debito può scegliere di aumentare la percentuale del prelievo fiscale sul reddito. 

Questo sopra è solo un esempio, e soprattutto un’esemplificazione. Nello studio completo vengono infatti approfonditi con dovizia di particolari tutti gli ambiti per l’attuazione di questa proposta veramente interessante. 

// Nubifragi e doppiopesismi//

All’inizio di questo mese su Genova si è abbattuto un alluvione di inquantificabile gravità e — come giusto — si sono mobilitati tutti, dai telegiornali ai quotidiani nazionale alle radio alle ditte che producono prodotti di consumo, avviando interminabili campagne per raccogliere fondi da destinare agli alluvionati.

Ma una cosa simile accade da svariati anni a questa parte anche mille chilometri più sotto, in Sicilia e in Calabria, dove la gravità dei nubifragi e degli alluvioni e la stessa, ma ad essere diversa è la risonanza e l’importanza riservata a questi eventi quando avvengono qui al sud. Non si vedono servizi ai tg, né si leggono lenzuolate sui giornali, né vengono organizzate campagne. Nulla di nulla: al massimo qualche breve nascosto nell’ultima pagina riservata alla Cronaca

Nel 2008 a Giampilieri è venuto giù tutto, oggi Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e Catanzaro sono un fiume in piena. Insomma non siamo a Genova.

La versione di Marcello Veneziani 13.11.11

Linko questo bellissimo e conciso Cucù di Marcello Veneziani, uscito stamane sul Giornale. Mi sembra inutile sottolineare come la sintesi sia un dono proprio del grande Veneziani.

// La Lettura, l’inserto culturale della Domenica (tanto per cambiare..)//

Questa domenica uscirà il primo numero del nuovo inserto culturale del Corriere della Sera, La Lettura. Questo inserto si va ad affiancare alla Domenica del Sole 24 Ore (quanto rimpiango il vecchio formato, ndr), oltreché al nuovo Domenica Cult di Repubblica. Diciamo che il Corriere non dimostra alcuna originalità nella scelta del giorno, ma la cosa ancor peggiore è l’idea che la domenica sia poi così libera da poter leggere tutti questi inserti culturali (peraltro, uno meglio dell’altro).

// Berlusconi e il KO di Borse e BTP//

Ieri, il quotidiano spagnolo Pùblico aveva titolato ‘BerlusKOni’, ma ciononostante ad essere andati KO sono stati proprio i mercati europei, che hanno chiuso tutti in ribasso. E — come se non bastasse — lo spread fra BTP e Bund tedeschi ha continuato ad aumentare sfiorando i 600 punti.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma il problema non era mica Silvio?! Misteri italiani.

stampacadabra:

E’ ripartita la campagna abbonamenti de Il Fatto Quotidiano. Solo che questa volta provano a metterci paura con questo lettering da sequestratori.

stampacadabra:

E’ ripartita la campagna abbonamenti de Il Fatto Quotidiano. Solo che questa volta provano a metterci paura con questo lettering da sequestratori.

Con il braccialetto elettronico si risparmiano 1mld di euro [l'appello di S. Lorenzetto]

Linko questo impeccabile appello fatto da una nota firma del Giornale, Stefano Lorenzetto, rivolto al Ministro della Giustizia, per implementare l’uso dei braccialetti elettronici per monitorare quelli in attesa di giudizio. 

Il risultato sarebbe un risparmio di un miliardo di euro. Speriamo Nitto Palma gli dia retta.

// Bechis, la telefonata e l’aggiotaggio//

Per tutta la giornata è impazzata su blog, agenzie stampa e siti web dei quotidiani, la rivelazione di Franco Bechis (vicedirettore di Libero) in merito alle imminenti dimissioni di Berlusconi — peraltro riconfermate da Giuliano Ferrara.

Come prova di questa indiscrezione, Bechis ha twittato  l’audio di una telefonata intercorsa con un parlamentare che definiva Berlusconi ‘testa di cazzo’. Come volevasi dimostrare,  si è scatenato putiferio, con una ridicola caccia al tesoro per scoprire di chi fosse la voce (peraltro criptata da Bechis prima di metterla online). Il Giornale per fare il guastafeste ha pubblicato online l’audio originale della telefonata, ma riconoscere la voce del parlamentare rimane comunque difficile.

In un primo mento si è parlato di Osvaldo Napoli, poi di Crosetto (tutti smentiti da Bechis), ma al momento di chiaro c’è molto poco.

Come se non bastasse, la CONSOB ha aperto un’inchiesta perchè — a quanto pare — in seguito alle dichiarazioni di Bechis e Ferraro oggi Piazza Affari ha fatto le bizze, con un sali-e-scendi da vomito. L’accusa iniziale era di aggiotaggio, ma a quanto pare Bechis e Ferrara l’hanno scampata.

Detto questo: vi sembra una normale giornata politica in periodo di crisi?

Online nuovo sito del Giornale

è online da qualche minuto il nuovo sito del Giornale. Mi ricorda molto quello del Fatto - molto più web 2.0, sicuramente migliore di quello precedente.

// Bugs//

Da due giorni a questa parte, c’è una terribile invasione di mosche.

Sono sempre ovunque, comunque.

Il loro ronzio è diventato il background musicale della giornata.

Tutto questo mi ricorda quei film escatologici dove l’umanità viene distrutta dall’invasione di insetti (formiche, api, mosche, blatte..)

Che si stia avvicinando la fine del mondo?|

// 30 Dicembre//

Vorrei fosse per sempre il 30 dicembre per pensare all’anno che volge al termine, per tirare le somme, per definirsi cambiati, oppure no, per definirsi migliorati, oppure peggiorati, per poter ascoltare la musica deprimente che ben si addice a questi periodi, per riflettere sul mondo, per riflettere sulle persone che ci circondano, amici, parenti, genitori, e pure nemici, per riflettere sull’amore, per pensare a chi è morto, a chi è vivo, per lasciarsi andare in poche righe, per avere la certezza che l’anno nuovo è distante 48 ore, per pensare ai libri letti, e anche a quelli non letti, per pensare alle bevute e alle scopate, a quelle fatte e soprattutto a quelle mancate, per pensare alla scuola, ai voti presi e ai a quelli mancati, per pensare al 31 dicembre sapendo che non avrai tempo di fiatare perchè sarà già arrivato il nuovo anno, con i suoi orrori e le sue bellezze.

Vorrei fosse per sempre il 30 dicembre per poter dire io c’ero.

La chiarezza è una cortesia del filosofo.

José Ortega y Gasset


// One (your name)//

I wanna know your name You just kill me, could you at least do that? I wanna know your name Or better yet, stand there Just do that!

// Santo//

Ognuno di noi possiede una propria visione della vita.

Ognuno di noi cerca di crearsi la propria filosofia di vita.

Da un po’ di tempo a questa parte, io mi sono creato la mia filosofia, il mio modo di vedere gli altri, ma soprattutto di vedere me stesso.

Ed è proprio su questo che verte la mia visione.

Sono arrivato alla conclusione che io pongo me stesso al di sopra di tutti e tutto. 

Quest’ultima affermazione potrebbe essere una chiara espressione di egoismo, di narcisismo. E invece no.

Ciò che mi spinge a dire quanto detto in precedenza è una certa sicurezza che ho o che perlomeno credo di avere.

Cosa mi spinge a dire questo?

Ma sicuramente un’attenta riflessione, che perdura da alcuni anni.

Mi piace il mio modo di agire, amo le mie capacità, amo il mio pensiero.

Erich Fromm nel suo L’arte di amare dice “l’amore per se stessi si trova in coloro che sono capaci di amare il prossimo.

Sono diventato di colpo un santo?

La conversazione arricchisce
la comprensione,
ma la solitudine è
la scuola del genio